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Luci colorate al di sopra degli sguardi e delle parole , Jenni Vella comincia il suo spettacolo.
La curiosità degli attimi iniziali si dissolve come per incanto ancor prima di manifestarsi e, senza neanche accorgersene, tutti i presenti si ritrovano a girare su una grande giostra illuminata di canzoni e cabaret.
Jenni Vella ha un passato da animatore nei villaggi turistici ed ha esordito sui piccoli palcoscenici del napoletano come cantante solista del gruppo Sono Poko.
L’ impressionante carriera emotiva che lo contraddistingue è un ‘ autentica osmosi d’ allergia capace di trascinare chiunque tra le acque giocose di un mare dove tutte le onde si divertono a rincorrersi.
Ultimamente poi , propone al publico anche le canzoni del suo primo lavoro discografico, un mini CD che porta semplicemente il suo nome e contiene cinque brani inediti con musiche di Gennaro Pasquariello e testi di Enzo Madonna,Paolo Gisonna e l’ onnipresente Gianni Simioli, che dopo TeleGaribaldi, è stato unanimamente ribattezzato “ o bbiondo” .
“ E tutto va da sé “ è la canzone portante del disco e quando sul finire della sua esibizione Jenni Vella la canta è stupefacente scoprire che tra la gente c’ è chi ne conosce gia ogni lieve sfumatura.
Ha molti fedelissimi, sempre pronti ad accorrere ad ogni suo concerto; anche se questo termine per il sue esibizioni , si rivela sempre abbastanza riduttivo.
Jenni Vella ricorda molto da vicino il Biagio Antonacci degli esordi, quello per intenderci che nel suo primo disco propose un brano imitandone le voci di Sting, Vasco Rossi, Alberto Fortis e Fabio Concato: a differenza del cantautore milanese lui ha una gamma di voce enormemente piu’ variegata ma soprattutto una comicità spontanea ed innata che lo trasformano durante tutto il suo show in un incontenibile cabarettista capace di strappare risate fino alla lacrime a tutto il pubblico presente.

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