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POVERO SILVIO – VIALE DEL TRIONFO

ANTONIO CORNACCHIONE

ANTONIO CORNACCHIONE
Siamo in pieno regime comunista. Prodi e gli altri agenti segreti asserviti a Mosca stanno portando il paese allo sfascio. Il popolo, fiaccato da tasse inumane, è allo stremo. I bambini affamati, con i piedi scalzi e i vestiti laceri, vagano per le strade chiedendo un tozzo di pane, mentre i loro genitori fanno la fila davanti a negozi vuoti.
Mancano le materie prime, il petrolio scarseggia, l’energia elettrica è razionata, il caviale non si trova.
I giovani senza speranza si rifugiano nelle droghe fornite dal Ministro Turco, molti si danno alla pederastia e al gioco d’azzardo.
Altri sono diventati addirittura pacifisti e vegetariani. Le ragazze vogliono diventare tutte fotomodelle e imitando Fassino cattivo maestro sono tutte anoressiche.
I cavalli dei cosacchi si abbeverano alle fontane di Arcore e non c’è più nessuno stalliere che possa impedirglielo.
Silvio un anno fa lo aveva predetto: Ci saranno dei brogli” e infatti i brogli ci sono stati… a danno suo!
Ma per fortuna dell’Italia ci siamo noi , gli amici di Silvio, che anche nei momenti peggiori non perdiamo mai il senso della misura.
Ora Silvio ha capito che c’è del marcio in Polonio e bisogna reagire. La grande manifestazione del 2 Dicembre è stato solo l’inizio.
Io ho avuto il compito di fare proselitismo e così, grazie alla mia prossima tournee che mi permette di girare tutta Italia, posso ingaggiare giovani missionari disinteressati - i leoni della libertà, le marmotte della libertà e i Cobas del latte detergente - per organizzare la resistenza a questo Stato tassista.
Mi risuona ancora nel cervello la richiesta di aiuto di Silvio:
“Vai Antonio! Vai e riorganizza le mie truppe, perché fino ad adesso l’Italia invece di darmi una mano a dare una spallata, mi ha fatto spallucce”
Mi sono commosso e allora eccomi qui, di nuovo a lottare perché questo povero miliardario che ha fatto tanto bene all’Italia, ma ancora di più a Mediaset (c’è differenza tra le due?), possa ribaltare la situazione, tornare in sella per riconquistare il potere e fare quello che sa fare meglio:
triplicare il fatturato delle sue aziende.
Perché questo è il mio sogno:
vedere Silvio felice, perché la felicità di Silvio è anche la mia, l’allegria di Silvio è anche la mia, la ricchezza di Silvio … è solo di Silvio.
Ma non importa, perché non sono i soldi che mi muovono, ma l’amore per un uomo che tutti tra pochi torneremo ad applaudire sul viale del trionfo.

Immagine ad alta risoluzione - ANTONIO CORNACCHIONE